sabato 24 dicembre 2016

Osho: La musica del mare





Ho sentito raccontare una storia...
Migliaia di anni fa, una città che aveva moltissimi templi dedicati alle divinità sprofondò nel mare.
Le campane di quei templi sommersi ancora lanciano i loro rintocchi; forse, sono le onde a farle suonare, oppure sono i pesci che, nuotando tutt’intorno, muovono i battacchi. Quali siano le ragioni, quelle campane ancora suonano e perfino oggi quella musica dolcissima può essere udita dalla riva.
Anch’io volevo sentire quella musica, per cui sono andato in cerca di quella spiaggia e, dopo aver vagato per anni, alla fine l’ho trovata. Purtroppo ho potuto ascoltare solo il tumulto del mare: il fragore delle onde che si frangevano contro le scogliere risuonava ininterrotto in quel luogo solitario, ma non c’era musica alcuna, né si poteva udire il rintocco delle campane.
Ho continuato ad ascoltare con attenzione ma su quella riva nulla si poteva udire, fatta eccezione per il continuo ribollire delle onde.
Eppure ho aspettato. In realtà, mi ero scordato la via del ritorno e adesso quella spiaggia ignota e solitaria sembrava essere destinata a testimoniare la fine della mia vita.
Piano piano, perfino il pensiero teso all’ascolto delle campane scomparve; e io mi sedetti su quella spiaggia.
Poi, una notte, all’improvviso udii le campane di quei templi sommersi che suonavano a distesa, e quella musica dolcissima iniziò a colmare la mia vita di gioia.
Sentendo quella musica, mi destai dal mio sonno e, da allora, non sono più riuscito a riaddormentarmi. Adesso qualcuno è costantemente sveglio, dentro di me; il sonno è svanito per sempre e la mia vita si è colmata di luce... infatti, là dove non c’è sonno, non c’è oscurità.
E sono felice. In realtà, sono diventato felicità incarnata; infatti, come può esistere tristezza, quando è possibile udire la musica del tempio di Dio?
Anche tu vuoi raggiungere quella spiaggia? Anche tu vuoi udire la musica di quei templi sommersi? Allora andiamo, incamminiamoci dentro noi stessi: il cuore è il mare, e nelle sue profondità si trova la città dei templi sommersi.
 D’altra parte, solo coloro che sono, in ogni senso, calmi e presenti saranno in grado di udire la musica di quei templi. Come potrebbe mai essere udita questa musica, quando ci sono conflitti fragorosi di pensieri e desideri? Perfino il desidero di udire questa musica diventa un ostacolo che impedisce di sentirla.

Osho: Crea il tuo destino

Nessun commento:

Posta un commento